Architetto e agronomo paesaggista: chi sono, cosa fanno e differenze
Il lavoro degli architetti paesaggisti e degli agronomi spiegato nei dettagli: competenze, progetti e impatto sugli spazi verdi.
Tra i topic caldi del momento c’è la sostenibilità ambientale, la quale va a braccetto con rigenerazione urbana e valorizzazione del verde pubblico e privato. Proprio per questo motivo i seguenti aspetti hanno un ruolo sempre più importante, tanto per il business quanto per gli enti comunali. In seguito al boom di interesse, le figure di architetto paesaggista e agronomo paesaggista sono sempre più richieste. Seppur complementari, non sono affatto da sovrapporre o da scegliere in modo netto tra uno e l’altro; la cosa migliore è farle lavorare in tandem per un risultato da copertina.
Le aree urbane possono essere trasformate ottenendo una migliore vivibilità attraverso nuove tecniche architettoniche e di progettazione. Parchi, giardini pubblici e privati o l’ambito agricolo e forestale viene gestito in progetti complessi a più mani da questi team.
Ecco perché vogliamo approfondire l’argomento, aiutandovi a capire chi è e di cosa si occupa ciascun esperto, entrando nel dettaglio su quali sono le loro skill, il loro percorso di studi e gli ambiti di lavoro. Dopotutto, un architetto o un agronomo paesaggista intervengono in vari frangenti, come la gestione di un’area verde, progettare un giardino mediterraneo o riqualificare un parco urbano, ma con approcci nettamente differenti.
Cosa fa un architetto paesaggista
L’architetto del paesaggio è la figura predisposta ad occuparsi di spazi outdoor combinando estetica, funzionalità e lato artistico. Il suo ruolo è quello di progettare e gestire il paesaggio mixando elementi naturali, antropici e culturali.
L’obiettivo? Dare vita ad uno spazio armonioso che risponda alle esigenze funzionali e all’estetica dell’ambiente circostante. Parola d’ordine: armonia.

Competenze e formazione
Il lavoro di architetto paesaggista in Italia è legato alla laurea in architettura con una specializzazione dedicata e master o corsi in architettura del paesaggio. In aggiunta il professionista dovrà iscriversi all’albo degli architetti seguendo normative e corsi di aggiornamento come richiesto dalla legge.
Le competenze di un architetto del paesaggio comprendono:
- conoscenza della progettazione architettonica applicata agli spazi aperti;
- padronanza delle tecniche di disegno e modellazione 2D e 3D;
- capacità di analisi del territorio e lettura del paesaggio;
- sensibilità estetica e creatività;
- nozioni di botanica ecologia, idrologia, storia del paesaggio e uso dei materiali.
Un architetto paesaggista deve essere in grado di progettare aree verdi tenendo conto dell’equilibrio tra le specie vegetali, la fruibilità degli spazi e l’impatto visivo del progetto.
Progetti e ambiti di lavoro
Gli ambiti di cui si occupa? Davvero tanti. Si parte con progettazione di parchi urbani quindi legati a contratti con enti pubblici ma firma contratti anche con giardini privati. Altre opportunità professionali riguardano la riqualificazione di aree urbane (anche quelle più degradate) e una pianificazione a livello territoriale e ambientale. In alcuni casi si svolgono attività presso aree storiche con specifici vincoli.
Tra le opportunità si aggiunge la realizzazione di piste ciclabili, spazi verdi cittadini e percorsi naturalistici. Possono collaborare con comuni ed enti locali ma anche con studi di architettura e direttamente con i clienti finali.
Cosa fa un agronomo paesaggista
L’agronomo paesaggista è una figura professionale con preparazione solida in ambito botanico e agrario; si occupa di sostenibilità, salute delle piante ed equilibrio ecologico. Ha un approccio tecnico e scientifico che mette il benessere ambientale davanti alla pura estetica.

Competenze e formazione
Il percorso per diventare agronomo è legato al conseguimento di una laurea in scienze e tecnologie agrarie o equipollenti; molti seguono poi specializzazioni in progettazione del paesaggio, gestione del verde urbano e arboricoltura. Anche in questo caso è prevista l’iscrizione all’albo come dottori agronomi e forestali.
Le competenze principali dell’agronomo paesaggista includono:
- conoscenze approfondite di botanica, pedologia (scienza del suolo) ed ecologia;
- capacità di analisi della fertilità e della struttura dei terreni;
- scelta delle specie vegetali più adatte alle condizioni ambientali;
- competenze in irrigazione, gestione fitosanitaria e manutenzione;
- conoscenza delle normative ambientali e paesaggistiche.
Insomma, è chiaro che in questo caso ci troviamo davanti ad una persona specializzata in ambito scientifico e naturalistico che punta alla sostenibilità, al benessere delle piante e all’equilibrio dell’ecosistema.
Progetti e ambiti di lavoro
Di cosa si occupa l’agronomo paesaggista? Le opportunità professionali sono tante. Si parte da contesti diversi, sia pubblici sia privati, favorendo la creazione di impianti verdi sostenibili. A tutto ciò si aggiunge la riqualificazione ecologica di aree compromesse, la pianificazione della manutenzione del verde e in alcuni casi la consulenza fitosanitaria. Non meno rilevante la progettazione agricola e paesaggistica di aree rurali.
Il coinvolgimento riguarderà in maniera specifica progetti che richiedono attenzione alla scelta delle specie e resistenti alla siccità, valutando in più qualità del suolo e studio dell’irrigazione. Compiti aggiuntivi? Selezionare le varietà migliori e resistenti per ottimizzare le risorse senza compromettere il benessere del verde.
Le differenze tra queste due figure
Nonostante lavorino spesso a braccetto e ci sia una stretta collaborazione, come abbiamo visto, esistono differenze importanti tra i compiti dei due professionisti.
Gli architetti paesaggisti si interessano principalmente della forma, dell’organizzazione degli spazi, dell’estetica e dell’utente con una formazione legata all’arte e al design integrando il tutto con il paesaggio circostante.
Gli agronomi paesaggisti invece hanno una peculiarità più tecnica e scientifica, mettendo al primo posto il benessere ambientale e delle piante, facendo sì che gli esemplari scelti possano crescere sani e forti tenendo in considerazione le condizioni ambientali esistenti.
Se dovessimo riassumere in poche parole potremmo dire che:
- l’architetto paesaggista definisce come deve apparire e funzionare uno spazio verde;
- l’agronomo paesaggista definisce con cosa e in quali condizioni quello spazio può essere realizzato e mantenuto.
Un progetto ben riuscito? Coordina le due figure, facendole lavorare in sinergia. Se prendiamo un parco urbano come esempio la prima figura disegnerà estetica, aree funzionali, arredi e percorsi mentre il secondo proporrà le migliori soluzioni per la vegetazione optando per specie capaci di adattarsi al clima e al terreno necessitando di poche risorse idriche.
Abbiamo compreso in questo confronto fatto insieme come la progettazione del paesaggio sappia essere un’attività complessa in cui diverse skill vanno a braccetto. Le figure dell’architetto e dell’agronomo paesaggista possono collaborare con un approccio integrato, da una parte con un focus artistico e visivo, dall’altra più tecnico e scientifico mantenendo entrambi un ruolo importante nella valorizzazione degli spazi outdoor.
Quando si ha in mente di intervenire su un’area verde (pubblica o privata che sia) è fondamentale coinvolgere entrambi nell’attività così da ottenere un risultato che risulti bello e sostenibile al tempo stesso.






